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Napier Academy incontra Raffaele Morelli

 

Raffaele Morelli - psichiatra, psicoterapeuta, scrittore e comunicatore - si è occupato principalmente di problemi legati alla socialità. Nel 1979, ha fondato Riza, una scuola di formazione in psicoterapia. Napier Academy ha chiesto a Raffaele Morelli che cosa sono i social network.

 

Cosa spinge le persone ad essere costantemente on line?

Attraverso il sociale le persone imparano a diventare ciò che sono. Il fatto che abbiamo trasformato il social in un luogo di pettegolezzo, ci porta via l'identità, la profondità, l'interiorità. E senza interiorità prima o poi ti ammali.

 

Parlando di esposizione sui social network, c'è una tipologia di utenti più a rischio di altre?

Il rischio fa parte della vita. Che cosa significa vivere? Fernando Pessoa, celebre scrittore portoghese, sosteneva che: la vita non si vive, si naviga. Il social è una metafora della vita. Da questo punto di vista, l'Odissea può essere considerata il più grande social di tutti i tempi. Che cosa ci racconta l'opera di Omero? Di un uomo, Ulisse, che naviga e si trova costantemente coinvolto in molteplici difficoltà prima di giungere alla sua terra promessa. Un po' come ognuno di noi.

 

Qual è il rischio che si corre utilizzando i social?

Il pericolo maggiore nel quale si può incorrere è farsi condizionare da pensieri omologati.

 

Quanto è importante oggi, anche per fini lavorativi, adeguarsi ai social network per comunicare con i nuovi utenti digitali?

Penso che se il linguaggio è omologato, può solo succedere il peggio. Non credo sia necessario utilizzare il linguaggio ritenuto giusto dai social. Certo, potrei imparare a dire le cose con meno parole, imparare a sintetizzare. Ma è il tuo linguaggio ad essere importante. Ed è necessario che tu ti esprima con parole tue.

 

Quale utilità hanno i social network per le persone che li usano?

Se sei su un social per parlare di te: quello è il posto sbagliato. Se, invece, sei su un social per imparare nuovi percorsi da svolgere: questo è interessante.

 

Qual è il segreto del successo della sua pagina Facebook?

La naturalezza, la spontaneità. Io interagisco con persone che hanno voglia di confrontarsi con i temi che tratto.

 

Se dovesse dare un consiglio su come usare in maniera responsabile i social network, che cosa consiglierebbe?

Bisogna ricordarsi che il social non è il luogo per diventare ciò che sei. Ma è un luogo che serve per imparare, per ascoltare e prendere le distanze da chi ti vuole portare o ti porta alla somiglianza con gli altri. Quindi, devi stare molto attento. I grandi amori che nascono sui social sono amori che finiscono prestissimo, perché sono riempiti di proiezioni: sono gli amori del come vorremmo essere. Se il social è utilizzato, quindi, come luogo della ricerca di saperi che mi appartengono ma che non vedo: allora il social è una benedizione.

 

Come si fa a capire se stiamo usando i social nel modo giusto?

Si capisce dal fatto che io mi accorgo di imparare cose che prima non sapevo. Il social n0n è un posto per migliorare. Se il social ti insegna un altro modo di vedere il mondo, è davvero qualcosa di sconvolgente, di straordinario.

 

Quindi, in conclusione, qual è l'effetto positivo dei social sulla nostra vita?

Il social serve ad aiutarti, a trasformarti, a maturarti per andare sempre di più verso te stesso. Perché una rosa fiorisce anche se non te ne accorgi.